sabato 25 settembre 2010

La mia stanza

C'era una stanza con due persone, c'era una stanza dalla chiave arancione costruita con le parole: tante parole che dalla mente passavano al cuore. Era la stanza dell'incontro e del confronto, del silenzio, del pianto e del sorriso.....Era la stanza in cui si procedeva insieme istante dopo istante. Poi la stanza è diventata la stanza di sguardi: sguardi inconfessabili che sfuggivano al controllo della mente e nutrivano le migrazioni del cuore, la stanza in cui due persone che stavano crescendo insieme si lasciava andare alla scoperta di un'emozione tacendola a sé. Ma l'emozione, incurante delle paure, si manifestava nei sorriso e negli sguardi ansiosi  del contatto. Così, in quella stanza, la mente deflagrava le proprie barriere e veniva miseramente sconfitta dalla forza delle migrazioni del cuore.
Troppo bene mi sono fatta in quella stanza, troppo grande l’amore che ho nutrito per me nel raccogliere tutte le mie emozioni. Tutto troppo per lasciarlo cadere nella rivendicazione della mancanza. Come donna, in quella stanza dalla chiave arancione, avevo compiuto il mio percorso di emancipazione che mi avrebbe portata ad emanciparmi anche dalla paura della mancanza di lui, ma non dall'amore per lui....


Solo una stella, solo un desiderio, solo un nome

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