giovedì 21 ottobre 2010
L'ansia, il mio ospite indesiderato
Oggi mi ha fatto visita l'ansia. Era da tempo che non veniva a trovarmi e quando non viene a trovarmi dimentico facilmente il suo sapore. Non mi piace ricordarla e ancor meno mi piace incontrarla durante le giornate in cui non c'è motivo per darle spazio nel mio tempo. Chissà cosa mi sono taciuta. Chissà cosa avrei dovuto leggere in me nelle ore che hanno preceduto il suo arrivo, l'arrivo dell'ospite indesiderato. Quando arriva, sempre troppo inattesa, le giornate si colorano del suo sapore e a me sembrano grigie, piene di nuvole che opprimono la mia mente, mentre il mio corpo si affaccenda in movimenti per svuotare l'ospite indesiderato di ogni sua pretesa. Forse sarebbe bastato ascoltare il mio respiro e il battito del mio cuore, cercare una regolarità solo in me per arginare il suo fluire. Perchè l'ansia è proprio così: si presenta come un'estranea e mi cattura ma solo finché il suo tempo finisce e quel grigiore di un giorno pieno di nuvole si colora di nuovo di luce...così la dimentico facilmente fino al suo prossimo bussare alla porta della mia vita.... e allora non mi resterà altro che farla entrare, proprio come oggi e poi lasciarla andare via, abbandonarla al suo tempo che finisce...altrimenti, se non aprissi ogni tanto quella porta, mi costringerei ad ascoltare in ogni tempo e in ogni luogo il suo eterno bussare....
venerdì 15 ottobre 2010
Le regole del gioco del silenzio
Ho giocato a non parlare e non ho parlato nemmeno nella stanza dalla chiave arancione.Il gioco del silenzio prevedeva regole molto rigide, regole incontrastabili e inconfessabili. Dovevo non dire potendo parlare. Dovevo tacere non cercando il segno delle parole su ciò che doveva restare indicibile. Non dovevano esserci segni che potessero macchiare l'intoccabile. Non essendoci parole non c'era confronto e non essendoci confronto non c'erano colpe da ricercare. Solo così tutti sarebbero stati vincitori senza onta né macchia del gioco del silenzio. Perchè in fondo quel pomeriggio, negato dalla memoria ma presente nel tempo della mia vita, potevo non esserci, potevo essere lontano dall'indicibile. Invece c'ero.
Poi, una sera e solo una sera, la naturalezza delle parole è stata più forte delle rigide regole del gioco del silenzio. Ora non ci sono vincitori, ma nemmeno vinti, ora ci sono io che quel pomeriggio c'ero e entravo semplice-mente in una porta senza onta né macchia....
"Le parole sanno di noi molto più di ciò che noi sappiamo di loro"
Renè Char
Poi, una sera e solo una sera, la naturalezza delle parole è stata più forte delle rigide regole del gioco del silenzio. Ora non ci sono vincitori, ma nemmeno vinti, ora ci sono io che quel pomeriggio c'ero e entravo semplice-mente in una porta senza onta né macchia....
"Le parole sanno di noi molto più di ciò che noi sappiamo di loro"
Renè Char
martedì 12 ottobre 2010
48 ore fra vuoto e nuovo
48 ore...tanto è il tempo quantificato per non parlare più dei grandi assenti ingiustificati. 48 ore per capire che quell'assenza può essere gestita come attesa del nuovo. 48 ore per comprendere che non si può monopolizzare il pensiero su chi non c'è. 48 ore per capire che non cambia nulla perchè chi non c'è non può lasciare più il vuoto...
martedì 28 settembre 2010
Vi presento D l’analogica…D(i) più non si può
Tutti sapevamo che sarebbe arrivata D, la bambina del gigante buono. Nonostante il gigante fosse buono, io lo temevo perché non riuscivo ancora a cogliere l'altra metà della luna e percepivo solo la mia piccolezza di fronte a lui. Così, a causa della strana legge della transizione emotiva, pensando a D me la immaginavo un gigante. La prima volta che la vidi la osservai incuriosita: donna come me; occhi vivaci come me; capelli lunghi come me; curata nel vestire come me e incuriosita esattamente come me...tante somiglianze che risaltavano ancora di più nelle lampanti differenze: magra non come me; scura non come me, stivali bassi non come me e nuova non come me. Io non ero nuova in quell'ambiente perchè io ero quell'ambiente, nonostante da qualche tempo avessi la chiara percezione che me ne stavo distaccando. Perciò, in realtà, non mi sentivo nemmeno vecchia. Se quell'ambiente era tutto nero, io stavo pian piano diventando grigia e D mi apparve subito bianca. Di fronte al bianco si prova sempre un po' di spaesamento perchè, se sai che il nero è nero e il grigio è tra il bianco e il nero, il bianco si presta sempre ad essere colorato e genera un senso di inquietudine, esattamente come gli spazi troppo aperti. Non so se questo dipenda dal fatto che da bambini ci hanno subito messo i colori tra le mani quando ancora non eravamo capaci nemmeno di tenerli tra le dita proprio per colorare un foglio sempre e solo bianco, trattandolo come se non fosse esso stesso un colore. In realtà credo che sia più colore di tutti perché accoglie in sé tutti i colori del mondo. Chissà quale colore avrebbe accolto in me D, la bambina del gigante buono...
lunedì 27 settembre 2010
Quest'ora
La mia testa oscilla vorticosamente tra l'ora dell'inizio e l'ora della resa dei conti...l'orologio ha le lancette che non sono regolate da un meccanismo definito e il tempo non è ancora distinguibilmente classificato per l'insana mia abitudine di far precedere lo spazio al tempo....spazio compresso che comprende in sé un tempo che vorrebbe più estensione per essere poi definito verso un futuro che in quest'ora sento incombere come minaccia e non come possibilità...proiezioni verso tempi già vissuti e reflussi dal passato decidono l 'oscillamento di quest'ora su un'altalena emotiva in cui non riesco ancora pienamente a poggiare i piedi al suolo. Mi succede come nei sogni quando sono troppo spudoratamente manifesti per lasciarli decidere da sé quando mi sento cadere e mi obbligo a darmi una direzione più accettabile..e così anche l'ora del sogno diventa quest'ora, l'ora del controllo in cui mi sfugge il tempo del domani....
Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.
Johann Wolfgang Göethe
Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in sé genialità, magia e forza. Comincia ora.
Johann Wolfgang Göethe
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